è un polverone, me lo sento, ma…

… non posso fare a meno di dire che è una cazzata…
 
E’ assolutamente sbagliato che non ci siano provvedimenti per l’anestesista che ha aiutato Welby a morire.
Non mi interessa se era giusto farlo o no, o meglio non mi interessa in questo contesto.
 
E’ sbagliato che se credi che una cosa sia giusta la puoi fare e basta, anzi… la devi fare, punto.
E’ sbagliato perché non è educativo, è assolutamente fuori da ogni possibile possibile dialogo e quindi non può portare a niente di buono.
 
C’è stato il dibattito, ne hanno parlato tutti, era un problema entrato nel cuore delle persone (e purtroppo usato politicamente). Poteva avere uno scopo, poteva essere il fulcro di un passo evolutivo della società nella concezione di io, di vita, di uomo, di diritti. In un senso o nell’altro, poteva essere costruttivo.
 
Invece così…
 
… invece così è distruttivo, perché è arrivato un tizio che ha essenzialmente detto "io faccio così e basta", e quella che poteva essere una battaglia per l’innalzamento dell’animo umano si è trasformata in una squallida risoluzione alla Dylan Dog dove non importa più niente… basta che sia finito tutto.
 
E no, cacchio! No!
 
Poteva essere un passo in più per tutti, per tutte le altre persone che stanno male, per la società, anche per Welby. Invece… adesso agli occhi del mondo c’è un colpevole di essere buono, che per essere buono ha fatto qualcosa di sbagliato e a cui non viene neanche detto "non si fa così".
 
Se ognuno può fare quello che gli pare semplicemente perché aderente alla sua coscienza personale non è libertà, è anarchia. E’ anarchia perché significa pretendere di agire ignorando completamente il mondo che ci circonda, e prestando attenzione solamente al singolo particolare che abbiamo di fronte adesso.
 
Avere il cuore aperto e generoso di fronte ad un particolare è nobile e lodevole, ma se mentre di guarda il particolare non si tiene presente che è parte di un tutto, che è dentro un contesto… allora si farà quasi sicuramente una cazzata.
 
Secondo me non era quella la strada giusta, ma supponiamo che lo fosse. Il modo giusto e costruttivo di aiutarlo era di combattere perchè le regole fossero cambiate. Non infrangerle.
 
Faccio un esempio da inventore di giochi: hai inventato un gioco e lo vuoi vendere ma ti accorgi che c’è una regola per l’assegnamento dei punti vittoria che non funziona bene, non tiene conto di alcuni fattori e rende il gioco meno divertente di come potrebbe. La soluzione non è togliere i punti vittoria, si perde lo scopo del gioco. La soluzione corretta è cercare di cambiare la regola in una nuova versione che tenga conto di tutti i fattori e che renda il gioco più divertente.
 
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/02_Febbraio/01/welby.shtml

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