Chiara soddisfatta lascia Veronica perplessa
Vi lascio al vostro fine settimana con una foto che mi fa piegare dal ridere.
Guardate come quella sopra sia la perfetta esemplificazione di: “un’immagine vale più di 1000 parole”.
Se dovessi descrivere la scena direi: Chiara ha appena dato a Veronica una delle sue risposte sagacemente comiche, e la cugina è rimasta perlpessa.
Ma la foto è molto meglio, no?
Sei stata tu!
Dimmi cosa mangi, ti dirò chi sei
L’altra sera eravamo in casa con le bimbe, Malpi, Marino, Ale e i suoi genitori. Un po’ di gente in casa come capita spesso qui al porto di mare insomma, e come capita altrettanto spesso Chiara ha fatto il suo show.
Chiara: “ho fatto la torta, chi la vuole?”
tutti: “io”
Chiara (andando verso il babbo di Ale): “ecco, tieni la to’tta”
babbo di Ale: “a che gusto è?”
Chiara: “alle fàgole”
Chiara (andando verso Malpi): “tieni la tua to’tta”
Malpi: “a che gusto è la mia torta, Chiara?”
Chiara: “alla panna”
Chiara (andando verso il babbo): “tieni babbo, ecco la tua to’tta. Mangia!”
babbo: “grazie Chiara, a che gusto è la mia fetta di torta?”
Chiara (divertita dal gioco): “alla ciocciolata!”
Chiara (andando verso Marino): “ecco, tieni!”
Marino: “a che gusto è la mia Chiara?”
Chiara: “alla colla!”
In mezzo alle risate generali abbiamo notato che Chiara ci ha tenuto a sottolineare al babbo che gli dice sempre di mangiare tutta la pappa, e a Marino che sa benissimo anche lei che gli piace montare miniature.
Sagace.
La voce dell’innocenza
Ho appena finito di dire che casa mia è un porto di mare e stamattina Chiara mi ha dato la prova inconfutabile del detto “la voce dell’innocenza”, quando si parla di quel che dicono i bimbi.
babbo: Chiara, sei contenta che andiamo dal nonno? Così puoi fare tanti giochi.
Chiara: Siiiiiiiiiiii!
babbo: E a che gioco vuoi giocare?
Chiara: Voglio colorare. Si si.
babbo: Colorare? Bello, brava Chiara!
Chiara: Adesso noi andiamo a casa del nonno, a colorare.
babbo: Si, andiamo proprio lì.
E poi è iniziata la rivelazione.
Chiara: E Malpi è a casa mia.
babbo: Si, Malpi è ancora a casa e va a lavorare dopo di noi.
Chiara: E la mamma è a lavorare.
babbo: Giusto!
Chiara: E lo zio Ale è a casa mia.
babbo: Perché lo zio Ale?
Chiara (imperturbabile nel fare il suo elenco): E zio Marino è a casa mia.
babbo: Anche Marino?
Chiara: E zio Memme è a casa mia, e Marzia a casa mia, e zio Piero e Veronica a casa mia.
babbo: Chiara, ma quanta gente c’è a casa nostra?
Chiara: Tutti a casa miaaaaaaaaa!
Ok, decisamente la bambina ha capito come funzionano le cose in casa Lanzi.
Scarpe molto speciali
L’altro giorno stavamo giocando sul tappeto.
Eravamo io, Chiara, Lucia e la mamma, quando Chiara ha dato senza volere una botta alla mamma.
Mamma: “Ahia Chiara! Mi hai pestato un fianco. Stai attenta quando ti sposti perché la Lucia è piccola e potresti farle molto male. Lei non è forte come te e la mamma”.
Chiara (senza fare una piega): “Non preoccuparti mamma, ci penso io!”.
E noi eravamo già pronti pensando “adesso arriva un bacino”. E invece è arrivata una scarpa!
Si, avete capito bene: una scarpa.
Il risvolto tragicomico è stato raggiunto subito dopo, perché in seguito alle risate del qui presente babbo Chiara ha iniziato una dimostrazione degna di un bancarellista storico della montagnola.
Thump! (rumore di Chiara che urta apposta qualcuno di fianco): “oh, scusa, ti ho fatto male. Ci penso io!”.
Thump! (rumore di scarpa che si abbatte sul fianco del malcapitato).
Babbo (serio): “Scarpe di principessa sono scarpe da guaritrice. Il professore sarebbe contento”.
Siamo una famiglia di pazzi scatenati, è evidente.




"Se sto fermo sto male. Devo avere sempre qualcosa da fare e le cose nuove mi entusiasmano sempre. Lotto contro me stesso per imparare a scegliere cosa vale la pena portare avanti nel cammino e cosa no."