Perché lo faccio?

In ufficio oggi è successa una cosa che mi ha dato un po’ fastidio…
 
Devo consegnare entro dopodomani mattina (cioè devo finire domani per essere certi) il nuovo sito web del nostro prodotto, che il lancio sta avvenendo in questi giorni.
 
Oggi è venuto in mio collega dall’altra sede apposta per lavorare con me sul sito… com’è come non è io fino alle 11 ho fatto altro perché volevo finire qualcosa… poi però non sono riuscito ad avere materiale indispensabile da lui, e alla fine il capo ha giustamente detto qualcosa riguardo ad entrambi.
 
Quel che mi ruga è che io ero pronto a proseguire nel lavoro, mi serviva solamente quel materiale. Mi sono un po’ attapirato.
 
Però poi questa sera sono venuti un po’ di amici a casa, ho aiutato Kate a sistemare il portatile di un amico che aveva Vista e voleva passare a XP.
 
Adesso sono nel lettino con la cara mogliettina e la carissima pancina… e penso… "ma alla fine perché lo fai?"
 
Perché voglio impegnarmi nel lavoro? Beh, è facile… mi piace, voglio che le cose vadano bene in dittama spesso si cerca di far bene una cosa solo perché si vuole un riconoscimento, qualcosa che ci dica che siamo bravi. Ma perché lo cerco così? Eppure il mio capo mi ha chiamato la settimana scorsa solo per dirmi che è contento del mio lavoro.
 
Quindi? Quindi qual è il problema? Perché c’è tutta questa coda di paglia che prende fuoco? Teoricamente se ti dicono che hai sbagliato la reazione corretta è cercare di migliorare… non cercare scusanti.
 
Forse che il problema sta nel perché si fanno le cose? Forse perché il punto non è che le cose siano fatte bene ma che qualcuno ci dica che le abbiamo fatte bene. Allora in questo caso c’è un problema. Perché così non ci sarà mai serenità
 
Devo imparare a far le cose unicamente per come devono venire, per costruire qualcosa, non solo per avere un ritorno personale.
 
Facendo qualcosa per un ritorno, di riffa o di raffa, c’è sempre (perdonatemi il gioco di parole) che non torna.

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8 Responses

  1. Kobold's Lord ha detto:

    Mi sembra la domanda giusta.
    Perchè vale la pena lavorare? mettere su famiglia? avere un figlio/a (è ancora  Ipo, vero?)?
    Tu dici: "… Devo imparare a far le cose unicamente per come devono venire, per costruire qualcosa …".
    Dissento (non voglio fare il moralista CLino ma …): devi imparare a chiedere che Il Senso di tutto quello che fai ti si manifesti in ogni istante!!
    Faccio fatica a scriverlo in così poco spazio (meglio sarebbe parlarne di persona) ma … le cose non vengono unicamente "come devono venire", ti sono date! sono per te! c’è un disegno molto più grande su di te di quanto tu possa anche solo lontanamente immaginare.
    P.S. ovviamente questo vale non solo per te ma singolarmente per ciascuno.
    Allora, così, vale la pena affrontare qualsiasi cosa.
    P.S. scusate se sono stato un pò pesante di prima mattina ma ci tenevo …

  2. Kobold's Lord ha detto:

    mmhm … non mi pareva di avere fatto una lezione di teologia  … ma potete anche rispondermi  mandandomi a quel paese …

  3. Puccio ha detto:

    Se è per mandarti "a quel paese" mi metto in fila.

    Per quanto riguarda il tuo discorso concordo abbastanza. Non si può pretendere che tutti su si adeguino al tuo/nostro modo di pensare. Sarebbe un’inutile crociata in cui sprecheresti risorse, tempo e fatica.

    La soluzione è semplice: la buona qualità paga. Non mi riferisco alle ISO o simili, ma ad un prodotto o servizio con qualche cosa in più, di passione, di finitura e precisione. Anche da aggiungere che tutto ciò non finisce dopo il pagamento e poi sparire in fretta a cercare un altro pollo, ma seguire il cliente anche dopo.

    Tutto ciò costa molta fatica. Posso assicurarvelo sulla mia pelle.

    Non vado oltre che mi sento anche io un demegogo.

  4. Kobold's Lord ha detto:

    un "demegogo"?
    un incrocio tra un demente ed un mago?

  5. un anonimo viandante ha detto:

    grazie a entrambi…

    Rispondo però dicendo che con "come devono venire" intendevo non tanto come loro vogliono venire e fanno tutto da sole, ma come è corrispondente al loro destino venire (fatte)…

    devo dire che non mi so esprimere…

    d’altronde la mia è:

    "bisogna assolutamente vivere tutte le cose che ci stanno attorno tenendo conto del loro destino"

  6. Kobold's Lord ha detto:

    ah … ok … ora è più chiaro …

    approposito … esprimo la profonda tristezza  perchè il capostipite dei Coboldi sperava di incontrare il viandante di 1° Lev  e la sua guardia del corpo (dicono che valgono per due …) questa sera …

    Aihmè … abbandonato e tradito per  … Io Sono Takewundo …

    Vabbè … cmq, che voi sappiate, ho fatto qualcosa di sgradito al nostro Takewundo o alla sua bella? ammetto di esserci rimasto un pò stupito perchè, oltre a non invitarmi al suo compleanno, ha anche ignorato  i miei auguri … boh?!?

  7. mitmoglie ha detto:

    non so nulla… comunque, non ha risposto neanche ai nostri messaggi di auguri! D’altronde, si sa, il suo rapporto con la tecnologia è sempre stato un po’ "peculiare" 😛
    Inveced, siamo disappuntati (bello, il neologismo, eh?!) anche noi per non aver potuto venire ieri (nè a vedervi nè a magnarci la pizza della tua mamma, di cui ci parlano tutti come di una cosa mitologica) … purtroppo avevamo promesso al Tw la nostra presenza da una settimana, e stava spentolando dal giorno prima, rischiavamo la morte per bidone!!
    Rimediamo? Noi il prossimo fine siamo fissi a Bologna…

  8. Kobold's Lord ha detto:

    Mah … noi domenica siamo a FO sicuramente per pranzo …
    Sabato sera dovrebbe esserci il "Tortellini Party" … ovvero ci mangiamo parte dei 50 kg di tortellini che abbiamo fatto ieri per il "Tortellino Day" (iniziativa  Pro-AVSI).
    Quindi se ci siete anche voi … cmq ne riparliamo in settimana!

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