Pasqua

In questi giorni mi trovo a guardarmi le mani, confrontarle con quelle di mio padre e con quelle che immagino essere di mio figlio. Un figlio non lontanto perché i primi di giugno dovrebbe nascere.
 
E mi faccio domande: "che padre sarò? ci riuscirò? sarò bravo?".
 
"Come posso essere un bravo padre se mi vedo sbagliare così tanto?"
 
Sono domande difficili che non hanno risposte positive, fortunatamente mi salva pensare che non siamo nelle mie mani. Né io né mia moglie né mio figlio siamo nelle mie mani, ma nelle mani di qualcun altro che ci fa. Siamo nelle mani di Dio.
 
Mesi fa un’amica ha perso un bimbo, pochi giorni fa ho saputo che un’altra amica ha perso il suo, ed è ancora fresco il ricordo della piccola Lucia… la nipotina che se n’é andata dopo soli 6 mesi di permanenza qui tra noi.
 
E allora? E allora cosa contano i nostri sforzi, niente? E allora è tutto brutto?
 
Allora dovrei disperarmi dell’arrivo di Ipo, non gioirne.
 
E invece sono contento… sono contento perché non è tutto nei miei calcoli.
Il mondo, la realtà, la vita, le persone… tutto segue delle regole che non sono prevedibili dagli uomini, né tantomeno da me.
 
E allora c’è speranza, perché in questo giorno di Pasqua un tale 2000 anni fa ha vinto la morte, che sebbene sia ancora ineluttabile ora è vinta.
 
La morte non è più l’unica parola su di noi, su di me, su mia moglie, mio figio e i nostri cari.
 
Allora ha senso tutto, ha senso il festeggiamento per la festa del papà al Bravo Café, ha senso pensare alla stanzina del bimbo, na senso pensare a domani.
 
Ha senso mettere al mondo un figlio, perché il mondo non è brutto e destinato a finire nella morte, ma destinato a vincerla.
 
Per quanto mi riguarda se la morte non fosse vinta il mondo sarebbe triste, destinato al niente più assoluto. Invece il mondo è destinato alla gloria della vittoria.
 
C’è gente che dice che noi cristiani ci rifugiamo dietro alle scuse della fede. 
 
Stronzate.
 
E’ molto più difficile fare i conti con il destino del mondo piuttosto che dire che tanto dobbiamo morire e quindi tantovale godersi la vita, o non pensarci, oppure pensare a come far soldi… tralasciando un destino che non possiamo cambiare.
E’ molto più difficile vivere paragonando tutto a questo destino, dando peso a tutti secondo questo destino. Valutando tutto ciò che ci accade, bello o brutto che sia, tenendo presente che il destino è la vita eterna, non la morte.
 
La morte è vinta, l’uomo chiamato Gesù è risorto. E’ questa la certezza dei cristiani.
 
E’ questa la mia certezza.
 
Buona Pasqua… che ci crediate o meno, è il giorno più importante della nostra vita.

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3 Responses

  1. Puccio ha detto:

    Al momento sono stanco e con un calo di cretività, quindi mi limito a salutare.

    Se vi domandate perchè un reply tanto inutile è solo perchè mi ero ripromesso di lasciare meno post possibili senza risposta.  A mia discapito (o aggravante a seconda dei punti di vista) c’è che un post molto impegnato e che merita di essere letto e che venga imbatito un discorso serio. A quel punto mi permetteri di rovinare il climax con qualche doppio senso o battutina di bassa lega.

    Ciao

  2. kiara ha detto:

    che bel post, mittino.

    e condivido in pieno l’ipocrisia del nascondersi dietro ai mali del mondo, il sistema e blablbalbla (piove, governo ladro? maddaiiii…!!)

    il mondo è anche nostro, qualcosa è (anche) nelle nostre mani, grazie a…Lui.

    un saluto affettuoso a tutti e tre da..eam..un’amica in convalescenza, toh.

  3. Mitsuhashi ha detto:

    Kiara: prima o poi verremo a trovare quest’amica, non ho ancora abbandonato il progetto 🙂

    Puccio: non lo nego, ogni tanto mi butto in post decisamente sopra le righe

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