L’alba nella giungla

Il matrimonio e la festa sono stati uno spettacolo, davvero.
Mi sono piaciuti tantissimo, mi sono piaciuti i nostri amici, i nostri parenti, l’atmosfera… a parte le piccole cose che non sono andate come dovevano (ve ne parlerò in un’altro momento) è andato tutto liscio. Rimando il racconto del matrimonio in sé e per sé perché voglio raccontarlo bene, magari con qualche foto che adesso non ho.
 
Il viaggio di nozze è cominciato subito, e si perché avevamo già le borse in macchina al rinfresco, alla fine del quale ci siamo cambiati a casa del Geco e siamo partiti per l’areoporto di Bologna, per prendere l’aereo delle 7 di mattina.
 
Ci facciamo tutto il nostro estenuantissimo volo di uno sbirindellione di ore. Ci siamo sparati le parole crociate, un libro, 3 film in lingua originale, un pranzo ad un orario improbabile ed uno spuntino a base di cibi improbabili.
Dopo tutto questo siamo atterrati a Città del Messico.
 
Nella città più popolosa del mondo (è impressionante) ci siamo stati pochissimo. Ancora con gli zaini in spalla siamo andati a salutare la Madonna di Guadalupe, perché ci sembrava un bell’inizio per la nostra nuova vita insieme.
 
Dopo siamo andati in ostello, e dal giorno dopo si è girato il Messico.
 
Di tutte le cose che ho visto molte sono cose che forse non rivedrò mai, ed altre sono così da cartolina e da film che non è facile credere che i posti meravigliosi esistono, non sono solamente dipinti.
 
Una delle cose spettacolari che abbiamo visto è Tikal, o meglio Tikal e la sua giungla.
 
Dovete sapere che Tikal è un gruppo di rovine maya, un’antica città… nel bel mezzo della giungla. Tu sei lì che giri nella giungla… con le scimmie, i tapiri, i giaguari, le scimmie urlatrici (che le senti a chilometri), colibrì, alberi enormi e assurdi, formiche di 2-3 cm, ecc…
Praticamente ti senti nel bel mezzo del Re Leone, ma non sai dire se è il primo o il secondo.
Fortunatamente mentre cammini la presenta dell’imponente collina là in fondo ti da un’orientamento.
 
Ad un certo punto sei lì che cammini e ti accorgi che quella collina che hai davanti non è una collina, è una piramide… e di colpo cambi set e ti ritrovi al centro di Eldorado… quasi ti aspetti arrivi qualcuno cercando la città d’oro.
 
E’ incredibile, a perdita d’occhio giungla e qua e là piramidi… ma grandi.
 
Abbiamo preso un tour che ci ha portato in cima ad una delle più alte piramidi del sito alle 4 del mattino, per vedere l’alba.
 
Prima dell’alba nella giungla è buio, c’è la luna ma non capisci bene cos’hai li sotto.
E c’è silenzio.
Non appena il sole comincia a farsi vedere, debolmente, cominciano a comparire le prime voci della foresta, gli animali… la nebbia si dirada e lascia spazio alla vegetazione.
 
Poi di colpo tutto accelera, il sole decide di uscire allo scoperto subito e tutti gli animali urlano, si svegliano, si muovono, ringhiano, latrano, volano, strisciano.
 
E tu sei lì… in cima ad una piramide mentre pensi che fortunatamente adesso sei in alto e non in basso, e che hai di fronte uno spettacolo che noi poveri fessi consideriamo estinto da milioni di anni, e invece il mondo c’è ancora, la natura non è assolutamente sconfitta dal progresso… il progresso non fa una cippa alla natura. Ci preoccupiamo dei danni che facciamo e delle cose che vorremmo diverse e ci perdiamo quello che c’è ancora.
 
Fessi.
 
Nella giungla bisogna andare per sensibilizzarsi, non ad un concerto.
 
Alba nella giungla 
Alba giungla 2 
Piramide a Tikal

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