L’addio al celibato

Beh… per cominciare degnamente il racconto del matrimonio dovremmo raccontare prima l’addio al celibato.
 
Purtroppo non vi dovete immaginare ballerine seminude (se escludiamo il Geco e MrMonster) o cose analoghe… eccetto forse un paio di mutante imbarazzanti che mi hanno fatto mettere… ma vabbeh…
 
Hanno organizzato tutto i miei amici, anzi _nostri_ amici. Si perché eravamo in 3 a festeggiare ufficialmente l’addio. 2 dei quali attualmente già sposati, mentre il 3° aspetta fine mese per fare il grande passo. Per il 4° che fa a fine luglio la festa sarà più avanti… per ora non dico altro.
 
Eravamo circa 16-18 persone (non ricordo il numero e non ho voglia di fare i conti), e ‘sti grandi hanno affittato una casa a Ridracoli (appennino romagnolo).
 
Siamo arrivati nel primo pomeriggio, ed abbiamo cominciato a preparare.
 
Sono stato messo ai fuochi del barbèchiù, come succede di solito visto che riesco a cuocere degnamente la ciccia… e devo dire che è stata la grigliata migliore della mia vita.
 
Abbiamo costruito un barbèchiù sopra una lastra di cemento, con mattoni e pali di ferro. Sarà stato 50 x 120, alto circa 30 cm. Abbiamo cominciato a fare le braci con la legna alle 4 e mezza del pomeriggio, e siamo andati avanti fino alle 8 – 8 e mezza.
 
Alla fine le braci erano uniformi e alte 5 cm, uno spettacolo… davvero la carne che ho cotto meglio in assoluto. La prima tornata di braciole (cotte in meno di 1 minuto) ce le siamo sparate noi fuochisti… in meno di 15 secondi, senza coltelli, piatti o altro.
 
Dentro i ragazzi stavano preparando la cena, e il Geco di esprimeva culinariamente facendo delle melanzane in padella alle quali mancava solo una laurea, perché la parola ce l’avevano di sicuro.
 
Per farla breve, abbiamo mangiato, festeggiato, brindato a volontà… in mezzo a scherzi, risa, facce di gente contenta e una sensazione di affetto che trasudava dai muri (dai quali tradusava anche del vino rosso, ma questa è un’altra questione).
 
Dopo cena fuori con chitarre e sax, ho scoperto che mio fratello (BigJack) è diventato bravo a suonare il sax… devo ammettere che mi ha stupito.
 
La cosa veramente strana è che non abbiamo fatto foto… solitamente non capita…
 
 
Ma una foto ce l’ho.
 
Una bellissima foto, indimenticabile per la sua bellezza e la nitidezza dell’immagine.
 
Una foto impressa nella memoria con il fuoco dell’amicizia, di quelle foto strane che sono a colori, ma sono anche in bianco e nero… che quando le guardi ti viene il magone perché la foto è bellissima, ma ti ricordi perfettamente che la realtà era 100 volte più bella ed intensa.
 
E’ una cosa per cui ho ringraziato i miei amici, quel giorno e anche successivamente… ma non li ringrazierò mai abbastanza.
 
Grazie ragazzi.

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1 Response

  1. nomade ha detto:

    bacarozzi! bacarozzi! sempre quando io non posso venire!!! me la pagherete, arrrr!!!!!! (come dice il mostromarino)

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