Invidia di un tavolo sporco

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Si può avere invidia di un tavolo sporco?

È una domanda piuttosto strana, vero? Lasciatemi spiegare.

Ieri e oggi sono a Savigliano (Cuneo) per un corso su In.de. Ogni tanto capita che i corsi non siano presso la nostra sede, e quindi ogni tanto mi sposto.

Ieri è andata bene, e dopo una giornata di spiegazioni ho voluto fare due passi alla ricerca di un posticino in cui mangiare. Purtroppo Savigliano non è esattamente la patria dei pub irlandesi, ma ho trovato una pizzeria carina, buona ed economica.

Davanti a me e alla mia pizza c’era una famiglia tipo la nostra: genitori e due bimbe. Giocavano e scherzavano tra loro mentre io lo facevo col cellulare, cercando di combattere l’ansia che in questi giorni ha cominciato a prendermi per via di un esame di cui non ho ancora capito niente.

“Nella solitudine l’ansia è più forte” ho pensato, più infastidito del solito.

Ho finito il dolce mentre loro si alzavano, “quest’ansia maledetta è sempre più forte, accidenti a lei!”.

E poi ho visto il tavolo.
E ho capito che non era più l’ansia.
Era qualcosa di diverso.

L’ansia era stata sommersa da un’altra sensazione paurosa: l’assenza.

Quel tavolo sporco e pieno di cartacce, con i piattini dei bimbi di fianco a quelli dei genitori. Quel tavolo mi ha fatto capire: “oddio, senza di loro sono completamente perso”. Ecco cosa stavo provando.

Un’ansia ben più grande della prima. Una paura che urla “senza di loro non so che farmene di tutto il resto”.

Una sensazione paurosa e bella allo stesso tempo. Perché ho paura della solitudine, ma questa solitudine sottolinea l’immenso valore che hanno Anna e le bimbe.

Avrei voluto averle lì, per incasinarmi la cena e lanciare tovagliolini ovunque.
Ed ero invidioso, invidioso di un tavolino sporco.

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2 Responses

  1. IlFuFancazzistaMascherato ha detto:

    Pappo!
    Lacrimuccia! 🙂

  2. Geco ha detto:

    Chapeau. Non c’è altro da dire.

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