in basso…

Stiamo andando sempre più in basso…
 
a parte l’immagine che diamo all’estero dei politici che dev’essere a dir poco comica, ci sono articoli di giornale che mi lasciano l’amaro in bocca.
 
"Lei gli ha insegnato a prendere la vita con più leggerezza, lui a leggere qualcosa che non fosse una rivista di gossip."
 
E’ la frase di un articolo del corriere della coppia vincente de "la pupa e il secchione".
 
Ok, il programma funziona e tutto il resto… e mi sta assolutamente bene che venga recepito come positivo che sia meglio leggere qualcosa di più impegnativo di una rivista di gossip… ma che mi si venga annotato come positivo il fatto che la vita di prende "con più leggerezza" mi stride… mi stride dentro come 2 lamiere metalliche che cercano di aderire l’una all’altra ma, non essendo fatte per essere aderenti, producono quell’odioso rumore di 100 gessetti che fischiano alla lavagna.
 
E’ un periodo strano per me… è un po’ che le cose mi vanno bene. In mezzo a tutti i casini le cose importanti si stanno sistemando e, di colpo, avverto più forte l’esigenza di vivere davvero la vita, di recuperare ogni momento in cui non sfrutto appieno le potenzialità del mio sguardo sulla realtà.
 
Cosa vuol dire più leggera? Ho una sola vita, ho solo questo tempo a disposizione… il tempo che impiego a fare le cose non torna indietro, il tempo che sto usando a scrivere questo post non mi verrà restituito in nessuna forma. Se mi andrà bene farà scaturire qualcosa che mi ripagherà dell’uso che ne faccio, ma nessuno mi restituirà mai il tempo usato.
 
Come si può farlo alla leggera? Come potrei prendere alla leggere lo scrivere questo post se mi rendo conto di questo? Non posso. Se sono onesto con me stesso non posso assolutamente.
 
Secondo me c’è un problema qui, problema che affligge tutti, me in primis.
 
Il fatto è che non accettiamo il fatto che non siamo onesti con noi stessi… piuttosto cerchiamo di fare come chi spinge a vivere la vita alla leggera… con leggerezza.
 
Ma vivere alla leggere significa non dare peso alle cose che fai.
 
Più che altro bisogna vivere con serenità le conseguenze delle nostre scelte, ma non le scelte.
Non si deve prendere alla leggera la vita, piuttosto bisogna essere sereni se non è come ci si aspetta, se i nostri piani vanno in frantumi.
 
Per fare un esempio… immaginiamo di essere un ladro che deve rubare un diamante in una casa.
Se il piano viene fatto alla leggera quasi sicuramente andrà male, e si perderà tutto il tempo nel prepararlo in modo inutile… senza contare il tempo speso in prigione per colpa della leggerezza nel fare il piano.
Invece il piano va preparato nei minimi particolari, preoccupandosi di tutto e senza togliere importanza a niente, piuttosto bisogna dare l’importanza giusta ad ogni singolo fattore (grande o piccolo) perché il piano sia giusto. Al massimo bisogna accettare serenamente se il piano va male lo stesso. E questa cosa so può fare soltanto se ci si è dedicati con tutto l’impegno che si poteva, in piena coscienza. Allora si può dire "io ce l’ho messa tutta".
 
Prendere qualcosa "alla leggera" può produrre solo 2 cose, una peggio dell’altra: un fallimento meritato che ti tortura con il "te la sei cercata" oppure l’ancor peggiore "l’hai ottenuto lo stesso, ma non ti ha dato alcuna soddisfazione" (cosa ben peggiore della prima, perché toglie il senso alle cose).

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4 Responses

  1. un anonimo viandante ha detto:

    Forse sei tu che prendi tutto molto sul serio.

    Non che sia un male, anzi, ma cosa pretendi da una trasmissione intitolata "La pupa e il secchione". Certo che è tutta una cosa "alla leggera", ci sono tutti i presupposti:

    – Donne belle come fiori (cioè belle fuori e possibilmetne mute, se perdono di attrattiva).

    – i classici NERD da filmettino americano.

    Tutto molto stereotipato e molto scontato.

    Ti posso citare Virgilio ne La divina Commedia "Non ti curar di loro, ma guarda e passa".

    Ora voglio sembrare più cattivo: una volta che sei in TV non sei più una persona, ma un fenomeno mediatico e, in quanto tale, oggetto di ammirazione, scherno, gossip, ecc. Triste ma vero, diventi un ingranaggio della macchia dell’intrattenimento. Mi piace che tu abbia una spiccata sensiìbilità, ma non puoi pretendere che ce l’abbia anche loro.

  2. Mitsuhashi ha detto:

    dal programma non mi aspettavo niente di più… ma è necessario, secondo me, prendere sul serio tutto…

    non tanto "la pupa e il secchione", ma quello che succede… con il finale di quel programma di pubblicizza e porta avanti un modo di vivere che secondo me è distruttivo.

    In pratica non voglio guardare e passare, ma nel mezzo voglio valutare. Non posso non commentare la realtà in cui vivo.

    Sono d’accordo che quando sei in tv sei un’altra persona… ma non pretendo che i personaggi della tv abbiamo una data sensibilità o che ce l’abbiano i programmi. Però non mi sta bene che venga portava ad esempio una società superficiale.

    Mi fa piacere lo scambio di battute su questo argomento, ho ottenuto lo scopo… per me la cosa più importante non è se ho ragione o no, ma se c’è qualcuno che commenta/critica o meno.

  3. Puccio ha detto:

    Scusami per la mia sbadataggine a non firmarmi.

    Mi spiace correggerti, ma io non intendevo "in TV diventi un’altra persona". Intendevo proprio NON sei più una persona. Smetti l’anonimato e inizi a indossare una maschera per mostrarti al mondo (non quello reale, quello dei MEDIA).

    Sono daccordo con te sullo scambio di vedute civile ed educato, non come quelli che vanno in TV.

    Un altro esempio classico è "Amici". Ritengo che uno pseudo reality sulla vita di questi ragazzi/e in questa accademia delle arti sia carino. Le verifiche sfida del sabato per decidere chi resta e chi esce sono una brillante metafora sulla durezza della vita. Tutto sommato non è veramente male. Purtroppo la sfida in quanto tale durerebbe al massimo 45-60 minuti, più le pause per far prendere fiato ai partecipanti. in tutto 90 minuti. Con cosa viene riempito il resto dello spazio per arrivare a 3-4 ore?

    Non so come definirla senza diventare volgare. Tenterò con una perifrasi: materiale di scarto, non un fluido, prodotto dagli organismi animali una volta finita la digestione degli alimenti.

    Non trovo altro modo per definire questa cosa. Gente che urla, offende, si ripete, biascica, si contorce come affetti da convulsioni, ecc.

    Provo vergogna ad appartenere allo stesso ramo evolutivo di simili oscenità.

  4. Mitsuhashi ha detto:

    si, il riempitivo di amici è veramente scarto…

    quello che non mi piace è che poi c’è un sacco di gente (moooolta di più di quanto non pensiamo) che crede che la vita vera e vissuta pienamente sia così.

    Una volta in treno (prima ancora che suddetto programma cambiasse nome, credo) ho visto una tizia in treno arrivare nello spazio tra un compartimento e l’alto col cellulare in mano e l’aria angosciata.

    Avrà chiamato la madre 50 volte, messaggini, squilli, messaggi in segreteria.

    Ad un certo punto la madre, finalmente, risponde. E lei le chiede "com’è andata la sfida?"

    la sfida? D’un tratto ho capito di cosa parlava, io m’immaginavo che questa avesse un figlio piccolo (avrà avuto 25 anni) o il moroso in ospedale, grave. Stava per piangere.

    Allora ho pensato "dai, magari è la morosa/amica di uno di quelli della sfida".

    Ho ascoltato la telefonata, con la grande maleduzione di chi è troppo curioso.

    Beh… no, non lo conosce neanche… anche la madre ha cercato di dirle qualcosa sul fatto che ci sono ben altre cose da tenere a mente durante la giornata. Soprattutto con questa gravità.

    E’ questo che non mi piace… è che ci fanno credere, ci spingono e ci lasciano credere che i valori della vita siano diversi. Con programmi simili (almeno per le puntate che ho visto io in casa del fancazzista mascherato le rare volte in cui il sabato mangiamo da lui) danno un’immagine distorta della realtà, ma li chiamano reality.

    Se fosse Magnum P.I. non avrei problemi.

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