È bella la strada

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In questi giorni ho risentito una canzone di un amico, che fa così:

È bella la strada per chi cammina,
è bella la strada per chi va.

È bella la strada che porta a casa
e dove ti aspettano già.

Claudio Chieffo

Mi ha fatto scattare una molla, e finalmente ho messo a fuoco un ragionamento che voglio condividere con voi. Perché è davvero bella, la strada.

È bella la strada se stai andando da qualche parte, è bella la strada (qualunque strada) se hai la coscienza di camminare verso qualcosa. Verso un Destino più grande di te, che è un dono ogni giorno.

Se il motivo fosse il camminare in sé sarebbe tutta una fatica inutile, sono la destinazione e il percorso che contano! E quando non ti accorgi di essere su un sentiero oppure quando l’hai smarrito, allora il tuo camminare diventa come un lavoro forzato.

I figli ti aiutano a capire, perché non appena arrivano ti spingono prepotentemente sulla strada della loro crescita. Loro crescono e tu hai due scelte: fare la strada stando insieme a loro oppure salutarli soltanto quando le vostre strade si incrociano.

Se non cambi il tuo percorso allora il rapporto con loro è faticoso e noioso, perché il loro cammino non è tuo e ad ogni svincolo in cui ci si incontra ti sembra di rallentare la tabella di marcia. Ti trascini dietro i piedi come se fossero legati tra loro. Una vera sofferenza, insomma. Il diario di viaggio avrà tante piccole interruzioni sparse e la storia non sarà soddisfacente. Pensate a come sarebbero le vostre storie preferite se i protagonisti non si seguissero dopo essersi incontrati.

Se invece cammini con loro, se decidi di accettare i nuovi compagni di viaggio cambiando il tuo percorso per fare il più possibile la stessa strada, allora ti diverti. Perché hai degli altri compagni di viaggio che ancora non conosci e che imparerai a conoscere col tempo, che ti assomiglieranno e contemporaneamente saranno diversissimi da te. Il diario di viaggio sarà avvincente e sorprendente come il miglior libro del mondo. Pensate a come sono le storie dei personaggi dei vostri libri preferiti, sono così perché i personaggi interagiscono tra loro.

È bella la strada perché pur portandoti in giro ti cambia tutti i giorni, ma ogni giorno torni a casa per raccontare ciò che hai visto. E se hai qualcuno che cammina con te la casa te la porti pure dietro.

È bella la strada perché in fondo in fondo è lei che ti permette di avere dei compagni di viaggio. Senza strada niente viaggio, e senza viaggio non si può avere compagni, non si può avere una storia, non si può avere niente da raccontare.

Tutto quello che ci capita è parte di un viaggio, non sono solo rogne, ostacoli, cose belle e cose da fare, ma svolte della strada.

Non bisogna neanche sapere il nome della destinazione, ma avere lo sguardo curioso di chi cammina per sapere che c’è dopo.

Rifiutare a priori i cambiamenti e vedere tutto come un ostacolo è come decidere di star fermi. Ma il tempo a disposizione per il viaggio puoi solo spenderlo per qualcosa o buttarlo via, non puoi tenerlo da parte.

Quando vivo i momenti della giornata con questa coscienza divento ancora allegro, nervoso, triste, tranquillo o preoccupato. Ma non mi dà più fastidio, e mi godo le curve della vita come un bimbo che guarda fuori dal finestrino al primo viaggio in treno.

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6 Responses

  1. nomade ha detto:

    beh, non è un caso se il tuo nick è viandante, no? 🙂

  2. nomade ha detto:

    basta, ho deciso che ti ricommento. perchè ogni volta che lo rileggo, penso che questo post mi piace proprio. bravo! condivido in pieno…

  3. Giuseppe Lanzi ha detto:

    Addirittura due commenti sullo stesso post! Sono onorato 🙂

  4. Riccardo Bianco ha detto:

    io invece seguo in silenzio 😉

  5. Giuseppe Lanzi ha detto:

    @Riccardo ma dai? Non sapevo fossi uno dei miei lettori silenziosi, benvenuto 🙂

  6. Sonia ha detto:

    Adoro questa canzone e mi fa piacere che tu ne abbia scritto! Me ne sono innamorata un anno lavorando al meeting..la mandavavano all’apertura dei padiglioni della fiera e poi altre volte durante la giornata. Gli ultimi giorni le mie colleghe si lamentavano:”Che tristezza, ancora questa canzone!” Io non vedevo l’ora e un pò mi commuovevo…grazie. ciao

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