direzioni

E che ogni tanto questa domanda me la pongo.
 
In che direzione sta andando questa strampalata carrozza chiamata mondo?
 
Dovete sapere che sono iscritto alla mailing list di "Corriere.it", un quoditiano digitale che mi piace ricevere ogni 24h nella casella di posta e leggere impegni permettendo, è comodo perché dà i titoli degli articoli, un inizio di articolo e il link per leggerlo tutto. In pratica una normale mailing list.
 
Solo che in questa normalità si aggira un rischio a dir poco sconvolgente.
 
Si, perché è sconvolgente che una persona, e parlo di me, si soffermi spesso sulle notizie che linteressano di più, su quelle più strane, su quelle più personali. Per non parlare di quelle calcistiche, del grande fratello, dellisola dei famosi, ecc… e qui non parlo di me. Ci tengo a dirlo.
 
E sconvolgente notare, quelle poche volte che ci riesci, che ci sono notizie che vengono messe sullo stesso piano di altre con unimportanza radicalmente più profonda (oppure più superficiale).
 
Oggi era impressionante… 22 morti a Falluja, 30 uccisi in Costa dAvorio (non che a Falluja siano caduti dalle scale), 1 morto sotto un treno mentre protestava contro il nucleare (e non voglio fare una polemica su questo episodio, ma era tra gli altri), rapita ragazzina a Vibo Valenzia, nonsodove trovano un arsenale dentro una mercedes e…
e?…

…e Guido fuori dal grande fratello e la Juve non vuole (o vuole, non ho indagato perché non mi piace il calcio)  cedere nonsochi.
 
Ma…? Ma perché questo giornale butta fuori le notizie così? Sullo stesso piatto, con lo stesso carattere… tutte nella stessa pagina?
 
Semplicissimo, perché è così che le vogliamo sentire.
 
Siamo spesso dietro a parlar male di questo o quel giornalista che ha scritto male una cosa, che ha estrapolato una frase, che è contro un politico… ma i giornalisti, con tutto lamore e laffetto che provo per persone molto vicine a me che lavorano in questo settore, possono scrivere come vogliono. E nella libertà di parola di un professionista di scrivere quel che vuole! Solo dopo sorgono i problemi di etica professionale e quantaltro (e lasciamoli dove sono, per ora) per cui ci sono penne che la notte non dovrebbero riuscire a dormire… ma un giornalista scrive come vuole (più o meno).
 
E allora perché ci sono giornalisti famosi che scrivono in modi così discutibili? Ancora più semplice, perché ci sono persone (tante) che li leggono e che li apprezzano, quindi il giornale vende. Punto.
 
Il punto è sempre quello, se qualcuno diventa famoso, a prescindere dal modo in cui ci riesce (sto escludendo i perseguibili per legge), significa che qualcuno lo acclama.
 
Se lisola dei famosi, il grande fratello, la juve e chissaancoracosaltro fanno più notizia di tragiche notizie come guerre che non finiscono da decine di anni (e che non finiranno tanto presto), significa che hanno un indice di gradimento più alto. Punto.
 
Io non voglio polemizzare chi guarda le trasmissioni di cui sopra, chi segue il calcio o chessò io… provate a darmi un bellarticolo su una nuova tecnologia informatica che non conosco… vedrete come sarà difficile staccarmi dalla carta stampata. Davvero, porebbero aver inventato la biro che si comanda con il mouse, così potrai scrivere come una volta!… e io larticolo lo leggo tutto (ma tutto!)
 
No, quel che voglio dire è qualcosa daltro.
 
Voglio dire che in mezzo a tutte le cose che ci interessano, alle notizie che saltiamo e a quelle che preferiamo, in mezzo allo strato di cinismo che sei costretto a metterti sopra la pelle altrimenti ti scotti tutti i giorni…
 
in mezzo questo,
in mezzo a tutta la confusione,
in mezzo a tutta questa confusione,
 
dobbiamo essere in grado di mantenere chiaro dentro di noi lordine della gravità delle cose. (e scusami C.P. se ancora una volta cito il tuo splendido espediente poetico).
 
Non può essere che un evento mondano sia più importante della morte di una persona, anche di una sola.
 
Pensateci bene, se fosse davvero così forse la vita non avrebbe senso.
 
Personalmente mi rifiuto di accettare una vita insensata solo perché sembra così.
E vero, la cultura moderna cerca di farci vivere così, di farci passare le notizie in questo modo (o almeno parte della cultura moderna)… però noi siamo liberi di dissentire. Perciò se stiamo zitti è colpa anche nostra.
 
 
Non cambierà niente nel mio leggere le notizie domani, e neanche dopodomani. Il mio leggere le notizie sarà uguale per un pezzo… però nel farlo posso ricordare a me stesso quali sono gli eventi che davvero (davvero) importano… e allora, forse, saprò cosè successo nel mondo. In caso contrario avrò semplicemente letto una storia interessante, un romanzo.
 
Ma io sono molto più di un romanzo…

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4 Responses

  1. Conte Vlad ha detto:

    Egr. Viandante, mi trovo perfettamente d’accordo su quanto lei riporta in questo profondo post, e’ da molto ormai che apprezzo i suoi pensieri e il modo di metterli su "carta", e anche stavolta le faccio i miei complimenti. Ma forse voleva un commento: "quante grida non hai udito e quanto sangue non hai visto, forse solo il cielo puo’ contare, a noi che il mondo e’ dato in pillole, possiamo solo ingoiare e ricordare quali hanno contribuito a farci uomini." Un Cordiale Saluto dall’altra parte dell’oceano

  2. Mitsuhashi ha detto:

    Ill.mo Conte!

    E’ immenso il piacere di ricevere una sua missiva su questa indegna scrivania, non riesco a descrivere il piacere provato nel notarne la provenienza.

    Grazie dei complimenti, grazie del commento, grazie di aver scritto da oltreoceano visitando questo luogo ameno…

    Grazie perché leggi il mio blog e grazie perché lo commenti.

    A presto, nobile amico…

  3. Frà ha detto:

    Non sono d’accordo con tutto quello che hai scritto, ma un post come questo è decisamente nelle mie corde…Che dire, Beppe, hai ragione. Nel senso che la vediamo allo stesso modo: sono anni che penso che gli idioti siamo noi, noi che stiamo da questa parte del portafoglio.Perché emerge come evidente da tutta questa storia che a causare questo tipo di fenomeni è proprio chi compra, NON chi vende. Finché ci saranno persone cui non importa nulla dell’Iraq, delle elezioni o della sanità, ma solo dei reality shows, del gossip e della TV queste cose non cambieranno. Mai.Io la vedo così, perché me ne accorgo ogni giorno: dalle chiacchiere negli ascensori, per le scale, negli uffici, per strada: capita molto più spesso di sentire “Chi è uscito ieri sera ?” piuttosto che un qualunque altro commento.Cambieranno le cose ?No, non credo.Ognuno pensa solo al proprio orticello, e questo lo rende insensibile alle cose brutte del mondo, nonché – e questo è ben più grave – a quelle importanti. Nessuna cronaca ti turba, se “non lo conoscevi”; nessuna politica, se non riguarda il tuo portafoglio; nessuna giuridica, se non puoi trasformarla in gossip.Teniamocela così, resistendo duramente. E se conosci qualcuno che non risponde alla mia tanto avvilente descrizione, tientelo stretto: sei una persona fortunata, e lui/lei con te.Sob.Punto dolente (quello del tuo post, intendo). Sul mio blog comunque chiacchiero un giorno sì e uno no di ‘sta roba (pensa che allegria !)Frà

  4. Mitsuhashi ha detto:

    beh, il quadro che hai dipinto è effettivamente tristissimo.
     
    Però credo che le cose possano cambiare. Non è possibile cambiare il mondo con un gesto o una cosa, non è possibile intraprendere un’azione che cambierà il mondo (escluse le tragedie e le invenzioni). A priori non sappiamo se ciò che facciamo avrà un riscotro futuro o meno…

    Però possiamo accorgerci dell’errore e cercare di tenerlo presente.

    E’ verissimo quel che dici, la gente per strada parla del grande fratello e di chi entra o esce dal gruppo degli amici di Maria de Filippi…

    In ogni caso… devo passare dal tuo blog decisamente più spesso 😉

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