Ciuccio a mani basse

L’estate scorsa abbiamo tolto il pannolino a Chiara: è stato un disastro.

Sabato scorso invece è iniziato un evento impensabile.

Eravamo al parco con un po’ di amici e tra i bimbi presenti c’era la grande amica della nostra primogenita. Ad un certo punto viene fuori un argomento del tutto nuovo: chi è la più grande tra le due?

Le mamme presenti non perdono l’occasione e rispondono in coro: “tu sei più grande di lei perché non hai più il pannolino e lei è più grande di te perché non usa più il ciuccio”. Questa piccola scintilla ha fatto scoppiare l’incendio della rivalità tra le bimbe, risultato: “allora io non uso più il ciuccio” e “allora io non uso più il pannolino”!

Beh, sembravano convinte, così arrivata la sera c’abbiamo provato:

Chiara: “babbo, mi dai il ciuccio?”
babbo: “Chiara il ciuccio non c’è. E’ il lavanderia perché era sporco e hai detto che non lo volevi più. L’ho mandato a lavare.”
Chiara: “Ah, ma io lo voglio”
babbo: “Ma Chiara, non c’è, come faccio?”
Chiara: “Ah. Ma domani me lo dai, va bene?”.

E incredibilmente si è messa a dormire.

Inutile dirvi che il ciuccio nei giorni successivi non è stato disponibile “perché era tanto sporco e la lavanderia lo sta ancora lavando”. A parte il fatto che il babbo ha una faccia di bronzo che la metà basta, bisogna ammettere che il giochino sta funzionando: sono due giorni che Chiara a casa non chiede del ciuccio, ormai è una bimba grande.

Quando l’ha chiesto all’asilo è andata così:

dada: “Non c’è più il tuo ciuccio, Chiara”
Chiara: “Sì che c’è, è lì.”
dada: “Quello è di un altro bimbo, non è il tuo.”
Chiara: “Ah. Vabbeh, tanto io sono grande.”

Ragazzi, se il deciucciamento della bimba grande ci passa così a mani basse è davvero fantastico.

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