Chiese col biglietto: è un brutto segno

Nel nostro giretto toscano del ponte del 4 ottobre (che a Bologna è festa del patrono) abbiamo visto un sacco di meraviglie artistiche. Una di queste è il Duomo di Siena, letteralmente splendido.

Abbiamo anche avuto una gran fortuna, perché senza saperlo abbiamo inzeccato l’unico periodo dell’anno in cui è il pavimento è tutto scoperto. Si perché il pavimento della cattedrale di Santa Maria Assunta è un’opera unica nel suo genere. È a commessi marmorei, in pratica al posto del pavimento ci sono dei quadri di marmo, in tutto sono 17. Il soffitto è imponente, la navata enorme, le numerose opere d’arte contenute sono meravigliose.

Ti lascia a bocca aperta. E mi ha fatto anche pensare.

Mi ha fatto pensare ancora una volta qualcosa che mi ha sempre dato fastidio, le chiese a pagamento.

Perché le chiese, specialmente le cattedrali, sono un inno a Dio e alla sua magnificenza. Sono state costruite con tanta cura per la gloria di Dio, non per il compiacimento dei costruttori. Fanno stupire l’uomo non con la loro bellezza artistica, ma con la testimonianza di una certezza di vita nell’edificarle.
Tutto perché il pellegrino entrasse e intuisse immediatamente quel che c’è dietro.

Ho sempre pensato “metterle a pagamento è un contro senso”.

D’altra parte il mondo è sempre più piccolo e i visitatori sono sempre di più. “Per far fronte alla massa servono guardiani, strutture, e un’organizzazione discreta” mi sono detto io “e tutta ‘sta roba costa cara”.
Fin qui è un ragionamento più che ovvio.

Ma poi ho fatto un passo in più, “ma perché serve tutto questo?”, e mi sono accorto che il problema non è il biglietto, ma la gente.

Servono guardiani perché altrimenti portano via le piastrelle.
Serve la telecamera perché c’è sempre il cretino che scrive io sono stato qui su un’opera di 6 secoli fa.
Serve l’impresa di pulizie perché anche in chiesa buttano in terra le cartacce.

Tutto questo serve perché la gente non sa più conoscere senza distruggere.

Il biglietto serve perché dobbiamo educarci a vivere il mondo senza doverci scrivere il nome sopra. 

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3 Responses

  1. jaemy david callari ha detto:

    una volta un sacerdote mi disse (uno di quelli favorevoli al pagamento delle chiese) che il biglietto serve per i restauri della chiesa, io gli risposi che lo stato si impegna per il recupero e il restauro delle chiese… e ho aggiunto anche : ma se tu sei sacerdote non dovresti credere alla divina provvidenza? lui era confuso e mi diceva che io avevo il diavolo perche gli facevo queste domande… io gli risposi: se io ho il diavolo, perche contro a questa speculaione allora anche Cristo aveva il diavolo quando si incavolo con i mercanti del tempio, o martin lutero aveva il diavolo quando infuriato dal commercio delle indulgenze… beh… lui non aveva parole mi ripeteva solo che avevo il diavolo… cmq la cosa ancora grave che ha fatto questo prete sapete cos’è??? ha tolto il santissimo al duomo… per farlo diventare un museo… ma il duomo è sempre consacrato infatti lui celebramessa ecc….

  2. Giuseppe Lanzi ha detto:

    Beh, quel prete è un pirla, e questo è evidente. Capita. Il restauro della chiesa è ragionevole, non lo metto in dubbio.
    Però non mi torna comunque il biglietto con il fatto che la bellezza delle chiese è una testimonianza, non solo un’opera d’arte.

    Non riesco a mettermi i pari…

  3. jaemy david callari ha detto:

    la cei ha pronunziato in modo definitivo il suo verdetto: qualsiasi chiesa o cappella aperta al culto sia diocesana, statale o privata non si può richiedere il biglietto d’ingresso anche se in quel luogo ci siano importanti opere d’arte. Questo non la considero come una mia vittoria ma come una vittoria di Cristo la cui chiesa viene a volte deturpata da alcuni sacerdoti commercianti che con la scusa del Cristo vogliono far soldi.

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