ah… i poeti…

Ah, quanto invidio i poeti…
Guardate qui un mio amico come e cosa scrive…
 
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Sono iniziate le scuole. Quando accompagni i tuoi figli li vedi entrare in un mondo che non è più sotto la influenza. Vanno dove altri parleranno, diranno cosa fare, e cosa guardare e come pensare. Li vedi andare, piccoli, verso ciò che non conoscono. E che non conosci neppure tu. Se ne vanno da te. Più chiaramente. Sì, d’accordo, il rapporto con le maestre, gli organi collegiali, le comunicazioni scuola-famiglia. Ma no, non sai dove vanno. Dove cominciano ad andare. Li puoi immaginare, ma è il primo posto dove non c’entri. La prima loro vita senza che t’impicci. E puoi iniziare a chiedere loro: allora, com’è andata? Come a uno che torna da un posto che non conosci. E quel qualcuno iniziano ad essere loro, i tuoi figli. Che pensavi di conoscere. E che inizi a non conoscere più. Che devi iniziare a riconoscere. Come non tuoi. Come gente che ti è arrivata tra le braccia, e che se ne va. Che se ne va dove deve andare. E che si volta a guardarti per non avere paura. Vedendo che luce hai negli occhi.

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2 Responses

  1. CATTYROY ha detto:

    …brutta esperienza scolastica il tipo???

  2. Mitsuhashi ha detto:

    ma no…

    è solo che credo si stia accorgendo che, ad un tratto, i figli non sono più  "tutti" tuoi, ma sono più che altro loro…

    dev’essere una sensazione bellissima e stranamente triste allo stesso tempo…

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